23 gennaio: Sposalizio della Vergine

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23 gennaio: lo Sposalizio della Vergine


E' assai probabile che oggi, purtroppo, molti Cristiani non sappiano che abbiamo una festa dedicata allo sposalizio della Beata Vergine Maria con San Giuseppe. In questi tempi difficili in cui il Matrimonio è offeso e danneggiato dalle tempeste diaboliche delle tante tentazioni, questa festa ci aiuta a comprendere il valore di questo Sacramento e ci fa chiedere, a Maria e a Giuseppe, l'aiuto e il sostegno necessari per le nostre Famiglie e i nostri giovani.
 

Santità del matrimonio e della famiglia
   L’uomo e la donna, che per il patto di amore coniugale «non sono più due, ma una sola carne» (Mt 19, 6), prestandosi un mutuo aiuto e servizio con l’intima unione delle persone e delle attività, esperimentano il senso della propria unità e sempre più pienamente la raggiungono. 
   Questa intima unione, in quanto mutua donazione di due persone, come pure il bene dei figli, esigono la piena fedeltà dei coniugi e ne reclamano l’indissolubile unità.
   Cristo Signore ha effuso l’abbondanza delle sue benedizioni su questo amore multiforme, sgorgato dalla fonte della divina carità e strutturato sul modello della sua unione con la Chiesa. 
   Infatti, come un tempo Dio venne incontro al suo popolo con un patto di amore e fedeltà, così ora il salvatore degli uomini e sposo della Chiesa viene incontro ai coniugi cristiani attraverso il sacramento del matrimonio. Inoltre rimane con loro perché, come egli stesso ha amato la Chiesa e si è dato per essa, così anche i coniugi possano amarsi l’un l’altro fedelmente, per sempre, con mutua dedizione.    
   L’autentico amore coniugale è assunto nell’amore divino ed è sostenuto e arricchito dalla forza redentiva del Cristo e dall’azione salvifica della Chiesa, perché i coniugi, in maniera efficace, siano condotti a Dio e siano aiutati e rafforzati nella sublime missio- ne di padre e madre. 
   Per questo motivo i coniugi cristiani sono corroborati e come consacrati da uno speciale sacramento per i doveri e la dignità del loro stato. Ed essi compiendo in forza di tale sacramento il loro dovere coniugale e familiare, penetrati dallo spirito di Cristo, per mezzo del quale tutta la loro vita è pervasa di fede, speranza e carità, tendono a raggiungere sempre più la propria perfezione e la mutua santificazione, e perciò insieme partecipano alla glorificazione di Dio. 
   Di conseguenza, prevenuti dall’esempio dei genitori e dalla preghiera in famiglia, i figli, ed anzi tutti quelli che convivono nell’ambito familiare, troveranno più facilmente la strada della formazione umana, della salvezza e della santità. Quanto agli sposi, insigniti della dignità e responsabilità di padre e madre, adempiranno diligentemente il dovere dell’educazione, soprattutto religiosa, che spetta prima di ogni altro a loro. 
   I figli, come membra vive della famiglia, contribuiscono pure a loro modo alla santificazione dei genitori. Risponderanno, infatti, ai benefici ricevuti dai genitori con affetto riconoscente, con devozione e fiducia; e saranno loro vicini, come si conviene a figli, nelle avversità e nella solitudine della vecchiaia. 

Dalla Costituzione pastorale «Gaudium et spes»
del Concilio ecumenico Vaticano II
sulla Chiesa e il mondo contemporaneo

 

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