1 agosto: S. Alfonso M. de' Liguori

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Sant'Alfonso Maria de' Liguori


Concluso l'Anno straordinario della Misericordia vogliamo offrirvi in video le bellissime meditazioni di sant'Alfonso Maria de Liguori, Dottore della Chiesa, dal suo "Pratica di amar Gesù Cristo", sulla Misericordia e come conquistarla:

La Misericordia di Dio

... sempre dallo stesso libretto "Pratica di amar Gesù Cristo", vi offriamo ora un secondo video nel quale il Santo Dottore della Chiesa ci fa meditare sull'Eucaristia Carità di Dio e pegno di questo Amore:

Eucaristia carità di Dio

 


Pensieri e frasi di sant'Alfonso
 

– Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo, e vieni in una grotta al freddo al gelo, e vieni in una grotta al freddo al gelo. O Bambino mio divino, io ti vedo qui tremar. O Dio beato, ah quanto ti costò l’avermi amato, ah quanto ti costò l’avermi amato. A Te che sei del mondo il creatore mancano panni e fuoco, o mio Signore, mancano panni e fuoco, o mio Signore. Caro eletto pargoletto quanto questa povertà più m’innamora giacché ti fece amor povero ancora, giacché ti fece amor povero ancora.

– Un cristiano che non ama la meditazione è moralmente impossibile che viva fervoroso, ma vivrà tiepido e rilassato. A maggior ragione un sacerdote o un religioso.

– Senza il soccorso della grazia, noi non possiamo fare alcun bene. Senza di me non potete far nulla (Gv 15,5).  Ma questo aiuto della grazia, il Signore per provvidenza ordinaria, non lo concede se non a chi prega, secondo la celebre sentenza di Gennadio: Crediamo che niuno giunga a salute, se Dio non lo invita; niuno invitato operi la salute, se non è da Dio aiutato; niuno meriti aiuto, se non per mezzo della preghiera (De Eccl. dogm. cap. 26).

– Senza la preghiera è impossibile resistere alle tentationi e praticare i comandamenti. L’orazione inoltre è l’arma più necessaria per difenderci dai nemici: chi di questa non s’avvale, dice S. Tommaso, è perduto.

– Ed infatti come potremmo noi resistere alle forze dei nostri nemici, ed osservare i divini precetti, specialmente dopo il peccato di Adamo, che ci ha resi così deboli ed infermi, se non avessimo il mezzo dell’orazione, per cui possiamo già dal Signore impetrare la luce e la forza bastante per osservarli?

– Se è lecito dunque raccomandarsi ai vivi, perché non ha da esser lecito l’invocare i Santi, che in cielo più da vicino godono Dio? Ciò non è derogare all’onore che a Dio si deve, ma duplicarlo, com’è l’onorare il re non solo nella sua persona, ma ancora nei suoi servi. Che perciò dice S. Tommaso, essere bene che si ricorra a molti Santi, perché con le orazioni di molti alle volte si ottiene ciò che non si consegue per l’orazione di un solo.

– Si avverta che il più gran suffragio per le anime purganti è il sentir la Messa per esse, ed in quella raccomandarle a Dio per i meriti della Passione di Gesù Cristo, dicendo così: Eterno Padre, io vi offro questo sacrificio del Corpo e Sangue di Gesù Cristo, con tutti i dolori ch’egli patì nella sua vita e morte; e per i meriti della sua Passione vi raccomando le anime del Purgatorio e specialmente… ecc. Ed è atto di molta carità raccomandare nello stesso tempo anche le anime di tutti gli agonizzanti.

– E poiché l’umiltà è il fondamento di tutte le virtù, quanto fu grande l’umiltà della Madre di Dio!

– Maria ha cooperato con la sua carità alla nascita spirituale dei fedeli, così vuole Dio, ch’ella cooperi anche alla sua intercessione a far loro conseguire la vita della grazia in questo mondo, e la vita della gloria nell’altro. E perciò la Santa Chiesa ce la fa chiamare e salutare con termini assoluti: la vita, la dolcezza, e la speranza nostra.

– Sono sì care a Dio le nostre preghiere, che Egli ha destinati gli Angeli a presentargli subito quelle che da noi gli vengono fatte: “Gli Angeli, dice S. Ilario, soprintendono alle orazioni dei fedeli, e ogni giorno le offrono a Dio” (Cap. 18, in Matth.). Questo appunto è quel sacro fumo d’incenso, cioè le orazioni dei Santi, che S. Giovanni vide ascendere al Signore, offertogli per mano degli Angeli (Ap c. 8). Ed altrove (Ibid. c. 5), scrive il medesimo santo Apostolo, che le preghiere dei Santi sono come certi vasetti d’oro pieni di odori soavi, e molto graditi a Dio.

– Tutto possiamo col divino aiuto, che si dona a ciascuno che umilmente lo chiede, onde non abbiamo scusa, allorché noi ci lasciamo vincere dalla tentazione. Restiamo vinti solo per nostra colpa, perché non preghiamo. Con l’orazione, scrive S. Agostino, ben si superano tutte le insidie e forze dei nemici (De sal. doc. c, 28).

– Se Dio ci ammettesse ad esporgli le nostre suppliche una volta al mese, sarebbe pur un gran favore. I re della terra danno udienza poche volte all’anno, ma Dio dà sempre udienza.

– I pulcini delle rondini non fanno altro che gridare, cercando con ciò l’aiuto e l’alimento alle loro madri. Così dobbiamo sempre gridare, chiedendo a Dio soccorso per evitare la morte del peccato, e per avanzarci nel suo santo amore.

 

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